UA-68155207-1 Curriculum: perchè conviene usare quello europeo | Come scrivere una lettera

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Curriculum: perchè conviene usare quello europeo

Non si tratta solo di una sfilza di righe con  cui presentarci e indicare pedissequamente competenze scolastiche e professionali. Il cv che invieremo, nella speranza di trovare un lavoro, deve colpire, catturare l’attenzione, convincere chi lo esaminerà, spingendolo a scegliere noi anziché uno stuolo di altri candidati o, quanto meno, a permetterci di ottenere un colloquio successivo nel quale giocare tutte le nostre carte.

E cosa può aiutarci a persuadere il nostro selezionatore? A rigor di logica, ponendoci nei panni di chi, per lavoro, è costretto a esaminare centinaia di domande al giorno, la capacità di non complicargli la vita può rappresentare una prima arma vincente. Ossia potremo pensare di scrivere il curriculum completamente di nostra testa o, probabilmente meglio, utilizzare un format comune, immediatamente riconoscibile e familiare a tutte le aziende.
In questo caso, qualora la nostra scelta ricada sulla versione europea, questo modello permetterà a chi lo andrà ad esaminare di individuare immediatamente le informazioni salienti (ovviamente tale tipo di indicazione è valida in linea generale. Va da sè che per alcune specifiche posizioni, si pensi ad un grafico pubblicitario o altri lavori di spiccati creatività, l’affidarsi ad un cv originale possa rappresentare la soluzione vincente). Chi si affiderà all’Europass ( o ad un qualunque formato conosciuto), ad esempio, rispetto ad un qualsiasi schema originale, consentirà all’esaminatore di poter scorrere l’elaborato con maggiore velocità ( una necessità professionale per chi è deputato alle selezioni) e facilità, permettendogli di arrivare più rapidamente ad un quadro generale della nostra candidatura.

Lo stesso posizionamento delle esperienza lavorative,collocate prima del percorso scolastico, ad esempio, può risultare indigesto a chi si affacci per la prima volta sul mercato del lavoro, ma concretamente, spesso, costituisce il prioritario elemento di scelta (quando non l’unico) per chi sceglie: sapere quello che si è fatto (meglio se con quali risultati) e per quanto tempo.

Naturalmente non mancano i critici di questo format. Alcuni stigmatizzano, infatti, uno schema che tende ad appiattire l’originalità individuale; altri  invece, puntano l’indice sulla eccessiva lunghezza, roppe pagine, troppe date che scoraggerebbero gli esaminatori più frettolosi; altri ancora, infine,  sottolineano che se questo layout può essere utilizzato, forse, da chi è alla prima esperienza, di contro, vedrebbe i candidati più ricchi di esperienze essere in difficoltà a condensarle in una sola pagina.

Rilievi non privi di fondamento, ma  non tali da sconsigliare l’uso di un modello che proprio quest’anno festeggia i dieci anni, e con essi i 50 milioni di utilizzatori.

 




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